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lunes, 10 de octubre de 2016

Prosecco e spumanti italiani....Export primi sei mesi, brillano solo gli spumanti

Export primi sei mesi, brillano solo gli spumanti

Mentre gli spumanti italiani, grazie soprattutto al Prosecco, si preparano a chiudere l’anno con il record del miliardo di euro di export, per le altre tipologie si è chiuso un primo semestre non esaltante con cali sia nei volumi che nei valori


Export primi sei mesi, brillano solo gli spumanti
   
Puntuali come sempre arrivano i dati raccolti da Il Corriere Vinicolo sull’andamento del nostro export relativi al primo semestre 2016.

Sono dati complessivamente non esaltanti che evidenziano un calo dei vini imbottigliati, rispetto l’anno precedente, del 4,9% in volume e dell’1,3% in valore. Se non ci fosse stata l’ennesima impennata degli spumanti, e la crescita degli sfusi, non avremmo potuto chiudere questo primo semestre con un pur striminzito +0,8% in volume e +2,9% in valore.

Ma siccome noi vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno (che rimane la miglior metafora per il mondo del vino), non possiamo lamentarci visto che, pur in presenza ancora di una crisi economica che fa sentire il suo peso (a prescindere dagli annunci pseudo elettorali), il nostro comparto regge sul fronte export.

Certo, con altrettanta onestà va sottolineato che molta di questa competitività internazionale del nostro vino è merito delle nostre bollicine, o meglio del nostro Prosecco, delle “solite” denominazioni più storiche e popolari e, infine, sulle spalle delle nostre aziende più organizzate.

Per questa ragione va sempre evidenziato come l’export del vino italiano manifesti due facce: da un lato un appeal del Made in Italy enologico che tutti riconoscono di alto valore e dalle straordinarie potenzialità; dall’altro potenzialità capitalizzate al meglio, purtroppo a nostro parere, da un numero ancora ridotto di denominazioni e realtà produttive.

Tornando quindi ai numeri dei nostri spumanti fa un grande effetto vedere l’ennesima grande performance del Prosecco che in questi primi sei mesi si è portato a casa 380 milioni di euro (+36%) con quasi 1 milione di ettolitri (+26%). Incrementi di vendite un po’ ovunque a partire dal dato sorprendente della Francia dove l’”odiato” Prosecco ha registrato un aumento record del 93%.

Fa un certo effetto leggere i dati di questa semestrale e osservare che a fronte dei record di crescita del Prosecco, lo Champagne ha perso il 15,5% in volume e il 32,4% in valore.

Anche se, bene sottolinearlo sempre, allo stato attuale il prezzo medio litro dello Champagne esportato è di 31,77 euro contro, ad esempio, i 3,83 euro di una nostro bollicina dop (che scende a 2,44 se si tratta di igp e sempre 2,44 euro se varietale).

E visto che siamo sul fronte prezzi, va sottolineato come il prezzo medio della bottiglia italiana sia stato di 3,38 euro/litro (+3,8%), mentre il prezzo degli spumanti è stato sostanzialmente stabile (+0,4%).

L’auspicio è che in questo secondo semestre ci sia un’accelerazione per poter chiudere anche il 2016 con il segno più. Nel frattempo la speranza è che anche il mercato Italia dia segnali più chiari di recupero. Le informazioni che ci giungono dalle aziende, a tal riguardo, disegnano la classica mappa a macchie di leopardo, con aziende che ci evidenziano crescite interessanti e altre che ci disegnano invece ancora un quadro a tinte fosche.

Ma se c’è qualcuno che cresce, e anche bene, significa che è possibile e questo non può non essere incoraggiante.

Fonte di informazioni:
WineMeridian

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