Puntos de venta por ciudades, provincia, autonomía, países,...

Una gran arma de marketing que genera clientes de confianza y marca de empresa

Distribuidor / Tienda, demande a su proveedor de alimentos o vinos que le apoye mediante mapas de puntos de venta . Su uso

Distributor / Shop, ask your food or wine supplier to support you through point-of-sale maps . Using it

Distribuïdor / Botiga, demani al seu proveïdor d'aliments o vins que li doni suport mitjançant mapes de punts de venda . Fer-ne us

We export wines and food from Spain. Demand it to winesinform@gmail.com

Puede pedir vinos y alimentos de España a winesinform@gmail.com

On the work of buyer . Sobre el trabajo de comprador .

See some products and prices at Perennial tender - Oportunidad permanente

Vea algunos productos y precios en Perennial tender - Oportunidad permanente

Mostrando entradas con la etiqueta Diseño. Mostrar todas las entradas
Mostrando entradas con la etiqueta Diseño. Mostrar todas las entradas

viernes, 10 de marzo de 2017

Tradizione o innovazione per le etichette del vino? ... Comment of / Comentario de Wines Inform Assessors


Tradizione o innovazione per le etichette del vino?

Un recente report di Wine Intelligence "US Label Design 2017" ci aiuta a scoprirlo
Tradizione o innovazione per le etichette del vino?                    

Esempi di etichette


L'etichetta di un vino deve svolgere molte funzioni in uno spazio molto ristretto: non solo deve comunicare le informazioni di base riguardo al prodotto che si trova all'interno della bottiglia, ma deve anche trasmettere una storia, indirizzare le aspettative del consumatore ed invogliarlo a compiere una scelta. È il vino giusto per me? Soprattutto, è il vino giusto per l'occasione in cui voglio gustarlo? Per quanto sia abile il produttore e per quanto sia raffinato e godibile il prodotto, un'etichetta dal design non curato può involontariamente allontanare il consumatore.

Con il rapporto US Label Design 2017 Wine Intelligence ha esplorato l'
appeal delle categorie di etichette più comuni nel mercato americano, per scoprire quale riesce ad attrarre meglio consumatori diversi per diverse occasioni di consumo. È stata svolta un'indagine qualitativa e è stato chiesto a consumatori regolari di vino di suddividere un ampio numero di etichette attualmente in commercio in base a delle caratteristiche simili, di definire tali similitudini infine di attribuire un nome a ciascuna delle categorie individuate.
In collaborazione con Amphora, società specializzata in wine label design, Wine Intelligence ha sviluppato nove etichette che ben illustrano le caratteristiche delle categorie identificate. Le nove etichette sperimentali e relative categorie sono: ‘Prestigious,’ ‘Simple Elegance,’ ‘Vineyard Stately,’ ‘Classic,’ ‘Boutique,’ ‘Simple Contemporary,’ ‘Vintage,’ ‘Bold Text’ e ‘Cartoon Retro’ (illustrate nell'immagine in alto, ndr.). Successivamente le etichette sperimentali sono state oggetto di una ricerca online che ha coinvolto oltre 2.000 consumatori regolari di vino americani per misurare capacità di distinguersi, attrattiva, prezzo e qualità percepita e probabilità di acquisto legate a ciascuna categoria.

I risultati della ricerca possono essere esaminati dal punto di vista del posizionamento del brand, in base a due poli opposti, quello della distintività (ovvero la capacità di distinguersi e di mettersi in risalto dall'etichetta) e quello della centralità (ovvero quanto l'etichetta sia rappresentativa delle convenzioni tradizionali).
Elementi "centrali" sono l'importanza attribuita alle informazioni, quale vitigno o regione d'origine, così come un uso contenuto dell'immagine e dei colori, a fronte dell'uso ben evidente di font con serif (ne sono un esempio le categorie ‘Prestigious,’ ‘Simple Elegance,’ ‘Vineyard Stately,’ e ‘Classic’ ).
Elementi "distintivi" invece includono immagini brillanti e dominanti con un forte uso del colore e di font sans-serif, in cui le informazioni, tipiche delle bottiglie più tradizionali, non hanno un ruolo prevalente (come le categorie ‘Simple Contemporary,’ ‘Vintage,’ ‘Bold Text’ e ‘Cartoon Retro’).

La notizia è che le etichette riportanti elementi centrali hanno dato i migliori risultati sotto diversi punti di vista: si sono meglio distinte tra i consumatori regolari americani ed, eccezion fatta per la categoria ‘Classic’, sono risultate essere più attrattive delle maggior parte delle etichette distintive, che sono apparse meno rassicuranti. Il risultato è che i consumatori le hanno valutate come di minor qualità percepita rispetto alle altre opzioni, così come minore è il prezzo previsto e minore la probabilità d’acquisto.

Tuttavia, scavando un po' più a fondo nei dati, si scopre che non ogni speranza è persa per le etichette distintive. Gli under 35 non hanno la stessa avversione nei loro confronti mostrata dagli over 55. I consumatori americani nel range di età 21-34 hanno sì indicato le etichette ‘Bold Text’ and ‘Simple Contemporary’ come poco attrattive, ma non in maniera del tutto categorica come nella fascia demografica 55+.

Ma quale è risultata l’etichetta preferita? I migliori risultati sono stati riportati della categoria ‘
Prestigious’, etichetta con caratteri centrali che occupa l'ambita posizione di brand ‘aspirazionale’. L'uso predominante di colori come il nero e l'oro, ma anche font d'effetto ed immagini che si rifanno per lo più a stemmi e blasoni, vigne e tenute vinicole sono una combinazione vincente di elementi sia centrali che distintivi. Questa combinazione si traduce in un prezzo previsto elevato, qualità e probabilità d'acquisto maggiore attraverso gruppi di età, genere e segmento di consumo di vino diversi.

In sintesi, ciò che emerge dall’indagine di Wine Intelligence è molto chiaro. Le etichette di vini devono mantenere un centro equilibrio tra elementi centrali ed una componente visuale un po' più audace per poter risultare attrattivi per i consumatori. I produttori devono comprendere il proprio target di riferimento ed avere ben presente il posizionamento del proprio brand quando scelgono il design dell'etichetta o rischiano di non incontrare le aspettative dei clienti.


Comment of / Comentario de Wines Inform Assessors:


The wineries within his marketing plan should be told and tell others "Who we are"

The label is an important part of this explanation to consumers


Balance, common sense and "trial and error" allow to create the image of a winery through its label


The irresponsible imitation of other labels or add the winery to design fashions - now the "sympathetic labels", it means, drawings and names that are used by brands of wine without a production base or quality and on the basis of  being repeated by many wineries doesn't attract attention or even worse suggest an inconsistent wine based on previous experience of the consumer



Wines Inform Assessors
...


Las bodegas dentro de su plan de marketing deben decirse y decir a los demás "Quienes somos"

La etiqueta es una parte importante de este explicarse a los consumidores

Equilibrio, sentido común y "prueba y error" permiten crear la imagen de una bodega a través de su etiqueta

La imitación irresponsable de otras etiquetas o sumarse a modas de diseño -actualmente las "etiquetas simpáticas" ,es decir , dibujos y nombres desenfadados que acaban siendo utilizados por marcas de vino sin una base productiva ni de calidad y en que a base de repetirse no llaman la atención o aún peor sugieren un vino inconsistente en base a la experiencia previa del consumidor


Wines Inform Assessors



Fonte articolo
https://goo.gl/VJ43T8 - Autore: James Wainscott - WineMeridian

martes, 22 de junio de 2010

El 94% de las bodegas considera el diseño gráfico un valor añadido al producto

El 94% de las bodegas considera el diseño gráfico un valor añadido al producto

La profesora del CUM, Eva Domínguez, ha analizado la evolución gráfica de las etiquetas de vino en Extremadura desde 1970 hasta 2005.
En la actualidad hablar de diseño gráfico en la etiqueta de vino es hablar de la imagen de la bodega ante el consumidor para quien la imagen del vino es tan determinante como la calidad. “En un entorno donde la competencia es cada vez más fuerte no sólo basta con ser bueno, hay que parecerlo. De ahí la importancia de conocer, analizar, observar y aprender sobre algunos parámetros gráficos seguidos a lo largo de la trayectoria histórica de esta pieza gráfica en Extremadura”, explica Eva Domínguez, profesora de Estética y Diseño Industrial en el Centro Universitario de Mérida (CUM).
En su investigación, dirigida por Mª del Mar Lozano Bartolozzi del departamento de Historia del Arte, ha realizado un estudio preliminar que indaga en la gestión del diseño gráfico de etiquetas de vino en las bodegas extremeñas desde 1970 hasta 2005.
Se trata del primer estudio de estas características que se realiza en Extremadura y que ha arrojado unos resultados que son el reflejo de la realidad de la región en cuanto a diseño gráfico se refiere. El 94% de las bodegas considera el diseño gráfico como valor añadido al producto, mientras que, paradójicamente, tan sólo el 52% de las bodegas encuestadas dice haber trabajado alguna vez con profesionales de diseño.
Por otro lado, partiendo de un desconocimiento total del desarrollo y evolución de esta pieza comercial en Extremadura, la investigación de Eva Domínguez ha profundizado mediante el análisis de contenido en la evolución gráfica de las etiquetas de vino, observando los códigos visuales que estructuran el lenguaje visual de éstas: lexográfico, gráfico y código cromático. Estas unidades de análisis comprenden subcategorías que han permitido observar la composición tipográfica, el tipo de ilustración empleada, el empleo de los colores en los diferentes elementos, la ornamentación de la pieza, etc.
Del historicismo al minimalismo, tendencias que marcan estilo

Una de las hipótesis planteada en el inicio de este trabajo presuponía que la evolución gráfica de las etiqueta de los vinos extremeños había sufrido una ralentización en su componente estética y de diseño, en la que no se habían aprovechado todos los recursos plásticos de los que se disponen en este área gráfica. En este sentido, el trabajo revela un cambio en la concepción y composición de las etiquetas de vinos extremeños en los últimos tiempos, observando algunos resultados gráficos que se alejan de los esquemas historicistas de los que tanto se ha abusado en este género. Domínguez encuentra cuatro tendencias definidas que marcan los estilos de diseño en la muestra recopilada: tendencia historicista, historicista minimalista, moderna transgresora y moderna minimalista.
En la sociedad actual la concepción del vino está en fase de transformación lo que se aprecia en su máximo representante visual, la etiqueta. En el pasado, el vino, era un producto con un público muy concreto y estructurado en categorías, desde las más selectas a las más corrientes. “Hoy es un producto con un mercado mucho más amplio, una bebida demandada por un público variado con necesidades y formas de vida muy diferentes. Así que no basta con la etiqueta tradicional de estructura clásica y corte estético de influencia francesa, con escudo o heráldica familiar y alguna ilustración relacionada con el mundo vitivinícola”. A su juicio para buscar la atención de este público actualmente desestructurado hay que apelar a sus inquietudes, profundizar en sus necesidades y desarrollar etiquetas atractivas. “Es el proyecto de diseño gráfico el encargado de seducir al consumidor y comunicarle el nuevo concepto de vino estableciendo una estrecha vinculación entre la estética y lo visual”.
Este estudio que pretende iniciar el camino de la reflexión en torno al diseño gráfico en la región, puede dar lugar a una publicación, a modo de guía, sobre el buen uso de los códigos gráficos en el lenguaje visual de una de las piezas gráficas fundamentales en el sector vitivinícola, la etiqueta.

Origen información: Universidad de Extremadura